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Oggetto: locali cucina e mensa agenti

 

Egregio Direttore,

con la presente siamo costretti ad intervenire circa la comunicazione fatta dalla S.V. inerente all’inizio dei lavori nei locali destinati al confezionamento dei pasti nella cucina della mensa agenti della struttura da Lei diretta e nei locali destinati alla consumazione dei pasti.

A tal proposito la S.V. aveva inviato una comunicazione di inizio lavori sostenendo che questi ultimi non si sarebbero protratti oltre i 60 giorni.

A seguito dell’inizio dei lavori non solo la cucina ma anche il refettorio destinato alla consumazione dei pasti hanno subito interventi di manutenzione, con ricadute negative sul regolare utilizzo del locale da parte dei fruitori.

Questo ha costretto da un lato a garantire l’apertura del bar del personale in orari pomeridiani, con impiego di lavoro straordinario per il personale, e dall’altro la impossibilità di utilizzazione del refettorio in orari in cui non opera il servizio catering sostitutivo.

È accaduto che il personale beneficiario del secondo turno M.O.S., soprattutto serale, all’arrivo presso il locale refettorio, non ha potuto accedervi, poiché la dipendente della ditta, dopo aver somministrato i pochi pasti prenotati, molto prima del termine dell’orario della M.O.S. (20.00) aveva chiuso tutto, compreso il refettorio, e aveva lasciato la struttura penitenziaria.

Ciò ha comportato la impossibilità di fruizione del locale refettorio da parte di tutti coloro che hanno preferito non ricevere il pasto tramite servizio catering sostitutivo, ma che a proprie spese hanno provveduto al pasto. Costoro sono stati costretti a consumarlo in un locale igienicamente non idoneo. Un salto nel passato di oltre trent’anni, quando gli agenti di custodia erano costretti a consumare i pasti sul posto di servizio nell’ambito dei reparti detentivi.

Questa O.S. non può ritenere tali scelte della S.V. decorose rispetto alla dignità e alla professionalità che i poliziotti penitenziari dimostrano giornalmente nelle “patrie galere”.

Si vuol rammentare che la pausa destinata alla fruizione della M.O.S. non è solo obbligatoria ma deve essere fruita in locali igienicamente idonei e destinati allo scopo.

L’Amministrazione penitenziaria da anni oramai ha concentrato l’attenzione su iniziative destinate a favorire e accrescere il benessere lavorativo del personale, ma ci si chiede a cosa serve tutto ciò se le basilari regole poi non vengono rispettate?

Il personale di Polizia Penitenziario della struttura da Lei diretta, per oltre il 90%, ha deciso di non fruire del servizio M.O.S. tramite catering sostitutivo, poiché ritiene che i pasti somministrati al personale non siano conformi alle norme di auto controllo (HACCP) in materia di igiene e sicurezza alimentare.

Di fatti i pasti vengono preparati nella struttura penitenziaria di Padova Reclusione e poi trasportati attraverso una autovettura di proprietà della ditta o addirittura dalle dipendenti della ditta appaltatrice che non risulterebbero essere dotate delle caratteristiche previste per legge circa gli automezzi adibiti al trasporto di alimenti.

Il rischio di inquinamento batterico è elevatissimo, anche in considerazione del fatto che talune pietanze vengono trasportati in piatti di plastica privi di sigillatura, ma muniti semplicemente di un coperchio in plastica facilmente rimuovibile.

Si richiede di conoscere la data che ab origine era prevista per l’ultimazione dei lavori di rifacimento della cucina, la data di riapertura dei locali ristrutturati destinati al confezionamento dei pasti e la data in cui verrà effettivamente messa in funzione la nuova cucina della mensa agenti, in maniera tale da eliminare le problematiche sopra segnalate.

In attesa di urgente riscontro, porgo distinti saluti.